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Svelato il perché con gli anni si accumula grasso sull’addome e non si riesce più a smaltirlo

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Le cellule del sistema immunitario, interagendo con il sistema nervoso, controllano il metabolismo, anzi lo ‘inceppano’. Un gruppo di ricercatori di Yale ha scoperto che un tipo particolare di macrofagi che vive ‘in simbiosi’ con le terminazioni nervose del tessuto adiposo, blocca il segnale ‘sciogli-grasso’ trasmesso dalle catecolamine. Riducendo le concentrazioni dell’inflammasoma NLRP3, un recettore implicato nel controllo dell’infiammazione, il ‘difetto’ dei macrofagi senescenti viene corretto e il grasso tornava a ‘sciogliersi’ 30 SET - Man mano che gli anni passano, il grasso si accumula con sempre maggior facilità a livello dell’addome e questo porta ad un aumentato rischio di patologie croniche. Sistema nervoso e sistema immunitario parlano tra loro per controllare metabolismo e infiammazione. E uno studio pubblicato come ‘lettera’ su Nature suggerisce una possibile spiegazione al perché sia così difficile ‘bruciare’  il grasso viscerale, a...

Acidi grassi: omega-5 antinfiammatorio

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articolo di Elisa Muzi Cosa c’è oltre gli omega-3 e gli omega-6, ben più conosciuti? Andiamo alla scoperta di quegli acidi grassi polinsaturi meno “famosi” , ma ugualmente molto importanti per la nostra salute Acidi grassi: Omega-5 Si tratta dell’acido Punicinico, noto anche come acido tricosanico, un grasso polinsaturo addirittura sconosciuto fino a poco tempo fa . Il primo a studiarlo e a metterne in luce le incredibili proprietà benefiche è stato il biochimico di origini russe Zakir Ramazanof. In particolare, questo acido è importante perché svolge un’azione antinfiammatoria e antidolorifica paragonabile a quella dell’aspirina, dunque utile in situazioni come cefalee e reumatismi. L’aspetto più interessante degli omega-5 riguarda però la prevenzione e la cura di due disturbi prettamente femminili: il cancro alla mammella e l’endometriosi . Se qui da noi sono poco utilizzati, nei centri di chirurgia vascolare degli Stati Uniti rappresentano...

I mille volti del dolore

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“ Ma de’ mali il peggior, miseria estrema è il cruccio del dolor che giunto al colmo travolge ogni costanza ” ( John Milton) Questa descrizione del dolore di John Milton è incisiva ed emozionante.  Non si tratta di una espressione generata dalla fantasia del poeta inglese ma della drammatica testimonianza di una esperienza personale di dolore.   John Milton era infatti affetto da una grave forma di gotta.  Chi è colpito da gotta conosce bene il dolore nelle sue due varianti estreme: quello acuto, brutale e violentissimo dell’attacco acuto, e quello cronico ed ingravescente della gotta tofacea. Il principale denominatore comune della maggior parte delle malattie reumatiche più gravi è rappresentato dal dolore cronico. La definizione tradizionale di dolore cronico è quella di un “ dolore che si protrae oltre i tempi normali di guarigione di una lesione o di una infiammazione, abitualmente 3-6 mesi, e che perdura per anni ”. Il dolore cr...

Quali sono le informazioni che un paziente con artrite reumatoide dovrebbe avere ben chiare sulla propria malattia?

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Secondo la National Rheumatoid Arthritis Society britannica vi sono otto informazioni essenziali che ogni paziente con artrite reumatoide dovrebbe avere ben chiare nella propria mente: Il magazine Artrite reumatoide   01 La malattia dura tutta la vita. 02  L’artrite reumatoide non è una malattia delle persone anziane. Può manifestarsi ad ogni età anche se nella maggior parte dei casi l’esordio della malattia si manifesta fra i 40 e i 60 anni. 03  Le manifestazioni cliniche della malattia sono alquanto variabili da soggetto a soggetto sia per le modalità di esordio ed il numero di articolazioni colpite sia per quanto concerne l’evoluzione nel tempo. In alcuni soggetti si possono registrare riacutizzazioni seguite da fasi di attenuazione apparentemente spontanea. 04  La malattia non colpisce solo le articolazioni. Fra i bersagli dell’artrite reumatoide figurano l’occhio, il polmone, l’apparato cardiovascolare. Possono essere particolarmente f...

Arterite a cellule giganti (arterite temporale)

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L’arterite gigantocellulare appartiene al gruppo delle vasculiti e si caratterizza per l’interessamento dell’aorta e dei suoi rami principali, con una predilezione per le branche extracraniche della carotide, tra le quali rientra l’arteria temporale. Colpisce generalmente pazienti di età superiore ai 50 anni, con una incidenza che aumenta con l’aumentare dell’età ed una predilezione per il sesso femminile. Il quadro clinico dell’arterite gigantocellulare si caratterizza per la variabile combinazione di manifestazioni sistemiche e “distrettuali” specie a livello del distretto craniale.  L’interessamento delle arterie temporali costituisce l’espressione più nota e caratteristica della malattia. Fra le manifestazioni sistemiche figurano: febbre , astenia , malessere generale , calo di appetito e di peso e sudorazione notturna . Fra le manifestazioni legate all’impegno delle arterie del distretto craniale rientrano: cefalea temporale (mono-bilaterale, m...

La sindrome di Sjogren

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  La sindrome di Sjögren è una malattia infiammatoria cronica su base autoimmune che si caratterizza principalmente per il danno delle ghiandole esocrine ed in particolare delle ghiandole salivari e lacrimali. Si distinguono una sindrome di Sjögren primaria ed una forma associata ad altre malattie del connettivo.   La sindrome di Sjögren, analogamente ad altre malattie autoimmuni, presenta una eziologia multifattoriale, per l’embricarsi di fattori genetici, di un’alterata regolazione della risposta immune, di un possibile innesco virale e di una modulazione della risposta immune da parte degli ormoni sessuali. È possibile ipotizzare quindi, che, in soggetti geneticamente predisposti, un agente eziologico (virale) sia responsabile di un’intensa attivazione del sistema immunitario, localizzata prevalentemente a livello delle ghiandole esocrine. La sindrome di Sjögren si caratterizza per la comparsa progressiva di secchezza oculare (xeroftalmia), spesso...

ENTEROARTRITI (artrite enteropatica o entesoartrite enteropatica)

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Le enteroartriti sono un gruppo di affezioni che rientrano nell’ambito più generale delle spondiloartriti sieronegative. Le manifestazioni infiammatorie a livello delle articolazioni periferiche dei tendini, delle entesi e della colonna vertebrale si associano caratteristicamente con la presenza di una malattia infiammatoria cronica intestinale (colite ulcerosa, morbo di Crohn, morbo celiaco, sindrome da bypass intestinale, infezioni batteriche intestinali, colite pseudomembranosa) .  La comparsa di artrite nel corso delle predette condizioni presenta un’ampia variabilità (10-50%). Non vi è una particolare predilezione tra i sessi. Il forte legame tra patologia infiammatoria intestinale e spondiloartriti è ulteriormente testimoniato dal fatto che una infiammazione intestinale sub-clinica evidente all’esame endoscopico si osserva in circa 1/3 dei soggetti con spondiloartropatie. Le caratteristiche cliniche ed evolutive dell’impegno articolare in pazienti...